Ambiente Animali 

Certosa, distrutto di nuovo il nido delle rondini: appello per trovare un’autoscala e ricostruire il rifugio delle rondini

Il caso all’inizio di via Jori, dove già lo scorso anno il nido originario era stato distrutto e sostituito con uno artificiale. L’associazione animalista 4A cerca ora una ditta o un professionista disponibile ad aiutare gratuitamente per posizionarlo di nuovo: «Le rondini da giorni cercano disperate la loro casa distrutta»

Di nuovo senza nido. Succede a Certosa, all’inizio di via Jori, dove l’associazione animalista 4A segnala un nuovo danneggiamento del rifugio utilizzato dalle rondini. Sul posto sono intervenute anche le guardie zoofile dell’associazione per verificare la situazione.

Non è la prima volta che accade. Già lo scorso anno il nido originario era stato distrutto e 4A aveva provveduto a sostituirlo con una struttura artificiale. Gli uccelli, poi, avevano costruito un altro nido sotto lo stesso balcone.

Ora il problema si ripresenta. Secondo quanto riferito dall’associazione, le rondini sono da diversi giorni disorientate e continuano a tornare nella zona nella quale si trovava il loro rifugio.

La distruzione deliberata dei nidi degli uccelli selvatici è vietata dalla normativa nazionale ed europea. A Genova anche il regolamento comunale tutela espressamente i siti di nidificazione durante il periodo riproduttivo e dello svezzamento: sull’episodio potranno quindi essere svolti accertamenti per individuare eventuali responsabilità. Nel caso in cui siano morti degli animali è prevista anche la denuncia.

Un nuovo nido artificiale è già disponibile, ancora una volta acquistato e donato da una cittadina, ma resta da risolvere il problema del posizionamento in quota. Per questo 4A ha contattato i vigili del fuoco, che in questi giorni sono però fortemente impegnati anche nelle operazioni legate al vasto incendio di Mornese, nell’Alessandrino.

Da qui l’appello rivolto a imprese e professionisti: l’associazione cerca qualcuno dotato di autoscala, o comunque di un’attrezzatura adeguata per lavorare in sicurezza, che possa effettuare gratuitamente l’intervento e consentire di ripristinare il nido nel minor tempo possibile. Se qualcuno può rendersi disponibile chiami l’associazione 4A al numero 3534232007.

La necessità di intervenire non riguarda soltanto il ritorno degli animali in un luogo già utilizzato. La rondine comune, Hirundo rustica, può nidificare due volte nel corso dell’anno e depone generalmente quattro o cinque uova per covata; l’incubazione dura tra 14 e 16 giorni. I nidi naturali vengono costruiti prevalentemente con fango e rivestiti internamente con erba e piume. La specie utilizza anche gli edifici, scegliendo punti riparati e strutture adatte alla nidificazione.

Proprio quando un vecchio nido viene perso, la Lipu indica l’installazione di nidi artificiali appropriati come uno degli interventi che possono favorire la specie. La stessa associazione ricorda inoltre come rondini, balestrucci e rondoni utilizzino frequentemente edifici e manufatti, pur con modalità differenti: rondini e balestrucci costruiscono soprattutto strutture di fango, mentre i rondoni sfruttano più spesso cavità nelle murature e spazi sotto i tetti.

La rondine attraversa inoltre una fase di difficoltà: secondo i dati riportati dalla Lipu, in Italia la popolazione è stimata tra 500mila e un milione di coppie e nel periodo 2000-2020 è stato registrato un calo medio dell’1,5% all’anno. Tra le cause vengono indicate la riduzione degli habitat favorevoli, la minore disponibilità di insetti e la perdita di luoghi adatti alla nidificazione.

4A invita quindi chi dispone dell’attrezzatura necessaria o conosce un’impresa in grado di intervenire a mettersi in contatto con l’associazione. L’obiettivo è riportare quanto prima il nido artificiale al suo posto e restituire alle rondini il punto nel quale continuano a tornare.

In copertina: una delle rondini che hanno perso il nido, disorientata, nel luogo dove si trovava il suo rifugio


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